Articoli in evidenza

Disturbo borderline e terapia

Ognuna di noi ha dovuto aspettare a lungo prima di trovare la sua oasi nella terapia e finalmente accettare che saremmo riuscite a domare il borderline che era in noi.  Ognuna di noi si è fidata, ha preso farmaci, ha frequentato studi medici e ha fatto terapie di vario genere prima di approdare a quella risolutiva e proprio come noi, la maggioranza di chi ci scrive si chiede: chi posso contattare? Di chi mi posso fidare? Procedendo per punti vi raccontiamo quello che abbiamo capito:
Cercare la diagnosi
Senza questo passaggio fondamentale non si può fare nulla, non si possono trattare tutti i pazienti allo stesso modo e se ci riflettiamo un momento, non ci fideremmo mai di prendere un medicinale o di spendere soldi in un esame o una visita della quale non ci viene accuratamente spiegato il motivo. Sapere se dietro alla nostra sofferenza c’è una nevrosi o una psicosi fa tutta la differenza del mondo in termini di terapia, sapere se abbiamo un disturbo di personalità o dell’umore trasforma la nostra necessità.
 
Informarsi
E non si intende cercare a casaccio su internet ma parlare direttamente con i terapeuti, le associazioni e possibilmente con qualcuno che abbia già affrontato il problema in precedenza come noi e che come noi lo ha superato con successo. Se doveste portare vostro figlio dal pediatra vi informereste da altre mamme su cosa pensano di quel medico, se doveste scegliere un dentista fareste la stessa cosa, idem per l’oculista, l’oncologo, il ginecologo perché non per lo psichiatra o lo psicoterapeuta? Il passaparola è uno strumento meraviglioso e non c’è miglior promoter di un paziente che ha risolto il suo problema!
Provare
Una persona della quale ci fidiamo potrebbe darci il contatto di un medico che per lei è stato adattissimo ma magari durante la seduta non si crea affinità: che facciamo? Prima di tutto diciamolo chiaramente al medico perché potrebbe essere un meccanismo di difesa il nostro e se lui fosse in grado di mostrarcelo sarebbe già un bel punto di partenza. L’alternativa è che continui a non convincerci e allora non ci sarebbe nulla di male a cercare ancora, bisogna sempre rispettare se stessi e anche imparare ad avere spirito critico. Non è vero che se il treno passa non ripasserà.
Affidarsi
Abbiamo ricevuto la diagnosi, ci siamo informati e siamo arrivati nello studio di un medico che ci ha fatti sentire a nostro agio e che ci sembra competente non resta che dargli fiducia e lasciarci guidare. Soffrire di disturbo borderline è come attraversare l’oceano su un’imbarcazione in avaria, se non siamo in grado di riparare il guasto o il danno è troppo importante bisogna chiamare la capitaneria di porto e farsi rimorchiare. Potrebbe non piacerci, potrebbe essere difficile se stiamo attraversando una tempesta ma se non accettiamo di essere guidati non arriveremo mai al porto. Questa metafora si riferisce ai momenti in cui nonostante siamo in terapia ci sentiremo spaesati, ci sembrerà di esserci bloccati e di non riuscire a migliorare, penseremo di stare meglio e vorremo lasciare, saremo in disaccordo con i medici: sono tutte tappe obbligatorie, attraverso le quali siamo passate tutte ma che una volta affrontate e superate ci avranno insegnato come fare la stessa cosa in ogni altra situazione della nostra vita.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *