Emergenza Borderline

Buddhismo per tutti: La cura del silenzio

L’influenza miete vittime anche a casa mia, alla faccia di chi pensa che fare il vaccino antinfluenzale non gli serva ma anche alla faccia di chi lo fa ma che l’influenza me l’ha attacca ugualmente. Faccio questa premessa perché a causa del riposo forzato ho avuto molto più tempo del solito per leggere. La cosa mi ha fatto piacere considerando sopratutto che il libro che mi è ‘capitato’ fra le mani è piuttosto interessante. Il virgolettato è d’obbligo perché in realtà il libro è stato regolarmente scelto e acquistato dalla sottoscritta ma è uscito dal sacchetto-dei-libri-che-sto-aspettando-di-leggere per caso, perché li pesco senza guardare.

Chiusa questa parentesi inizio a raccontarvi del libro:
‘La cura del silenzio’ di Kankyo Tannier – edizioni Sperling & Kupfer, 187 pagine disponibile anche in ebook.

L’autrice è una monaca buddista zen e qui faccio una seconda premessa: non sono un’amante dei libri di questo tipo, nonostante apprezzi molto la filosofia buddhista, perché mi lasciano sempre la sensazione che si parli di qualcosa di irraggiungibile – mentre purtroppo o per fortuna sono una tipa concreta anche nelle questioni spirituali. Anche il titolo mi è sembrato un po’ pretenzioso “cura” di che? Insomma i motivi per i quali ho creduto di aver sbagliato acquisto erano diversi ma dato che ormai ce l’avevo fra le mani potevo dargli una possibilità.

Credo di aver fatto bene!

Kankyo Tannier è sì, una monaca buddhista zen ma ha un compagno, vive tra la città e la campagna, ama i gatti, cura i cavalli, ha un blog ed è un’ipnoterapeuta: così è molto più facile relazionarsi. La mia idea delle monache buddhiste dopotutto era un po’ quella alla Jeong Kwan, la chef coreana della quale si parla nella terza stagione di Chef’s Table su Netflix – se non lo avete già fatto guardatela perché merita davvero. Ecco Kankyo non è Jeong e più si va avanti nella lettura e più diventa chiaro che per trarre giovamento dalle sue proposte non bisogna ritirarsi in un monastero in Giappone per quindici anni, cosa che tra le innumerevoli altre ha fatto invece lei.

Il libro è ricco di aneddoti sulla sua vita dunque ma non sono mai fini a se stessi, parla di sé per introdurre argomentazioni o esercizi che aiutino la concentrazione. La cura della quale si parla è più che altro uno spostamento dell’attenzione dall’esterno all’interno, un modo per smettere (o almeno provarci) di essere sballottati tra uno stimolo e l’altro. Non è solo una questione di star zitti ma di silenziare il mondo, per qualche minuto ogni giorno e ritemprare lo spirito. Ci sono esercizi che coinvolgono la vista, l’udito, il corpo e anche le azioni e si affrontano ovviamente anche le emozioni. È un libro che si legge velocemente ma sono convinta invece che vada letto lentamente, quando cioè si ha il tempo di provare a fare quello che Kankyo suggerisce.

Chiunque può trarre giovamento dalla lettura di questo libro che sta comodamente in borsa ma anche nelle tasche di diverse giacche se però dovessi suggerirlo a qualcuno lo regalerei ai terapeuti che ancora non sanno o non hanno mai provato la mindfulness come strumento terapeutico; potrebbero essere le cavie di loro stessi e finire per incuriosirsi davvero.

La via della saggezza sta dunque nello sviluppare il silenzio interiore, che ci consente di rimanere tranquilli nelle situazioni tese, negli universi sonori sovraccarichi o negli sconvolgimenti emozionali.

Un pensiero su “Buddhismo per tutti: La cura del silenzio

  1. buon giorno,
    anche io ho letto questo libro e apprezzo la sua efficace semplicità
    forse può sembrare “semplicistico” per chi fosse digiuno di mindfluness e meditazione o al contrario difficilissimo per chi non ha la consapevolezza del proprio respiro questo è il “rischio” che si corre approcciandosi a libri di “genere”…quindi il mio suggerimento è di non fermarsi a un libro ma di iniziare a “masticare” certi argomenti per poterli meglio digerire ed assimilare…(Margherita, una mamma)

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