Emergenza Borderline

Gestire la crisi borderline quando si è in coppia

Gestire la crisi borderline quando si è in coppia

Un tema che attira sempre l’attenzione è: come gestire la crisi borderline quando si è in coppia? Me lo chiedete spesso, quindi voglio lasciarvi un riassunto, o meglio, una wannabe raccolta che funzioni un po’ da bussola per quando vi ci ritroverete.

Prima di tutto devo spezzare una lancia a favore dei ‘fidanzati’ (uomini o donne) perché nella maggioranza dei casi sono loro che mi contattano per sapere come essere utili nella gestione della crisi. Chi soffre di disturbo borderline mi scrive di non sentirsi compreso, chi sta con un* borderline mi scrive di sentirsi perso. Sono vere entrambe le cose, hanno ragione tutti e due.

Avvertimenti en passant

Vi avverto, anche se lo sapete già, che non sono una psicocosa! Cioè non sono né psicologa, né psicoterapeuta, né tanto meno psichiatra quindi quello che vi racconto non ha nessun intento terapeutico ma piuttosto divulgativo.

In che senso dato che non sei una psicocosa? Nel senso che essendoci passata, essendone venuta fuori, studiandolo, e parlandone ogni giorno da più di cinque anni, posso raccontarvi un paio di cose in maniera sufficientemente comprensibile e interessante da darvi degli spunti utili.

Ripassone: che cos’è una crisi?

Iniziamo col definire cos’è una crisi borderline perché così la distinguiamo da quello che potrebbe essere un problema di comunicazione o di dinamica interna alla coppia. La crisi è una condizione di fortissima disregolazione emotiva che ha un inizio, uno svolgimento e una fine. Come un tema.

Per approfondire l’argomento vi rimando allo specifico post.

Se avete familiarità con i bambini e avete presente com’è quando gli parte un attacco isterico o si svegliano dopo un incubo, allora avete già un’idea di come funzioni. È probabile che non riusciate a collegare le due cose perché è un comportamento accettabile per un bambino ma non per una persona adulta… Bella fregatura, eh? Essere un uomo o una donna ma ingabbiati nell’emotività di un bambino di 2 o 3 anni!

Perché un border funziona così?

La risposta a questa domanda potrebbe essere enciclopedica ma la faccio molto semplice e vi rimando a un articolo (in English, sorry!) molto interessante. Spesso, in caso di disturbo borderline, l’amigdala risulta essere più piccola e iperattiva rispetto alla norma. Tradotto in soldoni: manda degli impulsi di urgenza pazzeschi quando viene percepita un’emozione sia positiva che negativa ma sopratutto se negativa.

Understanding Emotional Disregulation in Borderline Personality Disorder: Contributions of Neuroimaging.

A questo si aggiunge il fatto che la corteccia prefrontale non risponde all’urgenza dell’amigdala come farebbe quella di un non border. Insomma: non lo si fa apposta. La persona reagisce come il cervello gli suggerisce. Se pensate che sia un questione di mancanza di forza di volontà vi suggerisco di provare a saldare un osso rotto con la forza del pensiero. Quando ci riuscirete vi darò ragione!

Tornando alla crisi?

Sì giusto, se per gestione della crisi all’interno della coppia intendete: come faccio a fargliela passare prima? vi dico subito di lasciar perdere. La crisi nasce dal fatto che se soffri di disturbo borderline hai una soglia di sopportazione dello stress bassissima ma sopratutto hai un’altissima reattività a quello stress che già sopporti poco.

La crisi, in realtà, non comincia quando iniziate a vedere che al* vostr* compagn* sta cambiando faccia ma molto prima! Per farla breve, se lui o lei fosse un bicchiere e l’acqua fosse lo stress, la crisi sarebbe il gesto di buttare via l’acqua. Il suggerimento che vi do è di evitare di essere la persona che beve quell’acqua ma essere la persona che sposta il bicchiere verso il vaso di geranei. In questo modo la pianta (il rapporto) cresce e nessuno dei due si avvelena. Chiaro?

Settare i propri limiti e non permettere a nessuno di valicarli!

Questo concetto non piace mai perché a nessuno piace dire di ‘no’. Gestire la crisi borderline quando si è in coppia però vuol dire sopratutto questo. Lo so che sotto sotto vorremmo essere onnipotentemente perfetti. Salvare l’altro ogni volta che ne ha bisogno e non pagarne le conseguenze in termini emotivi. Ci piace da morire l’idea di essere efficaci e insostituibili ma i borderline sono fatti apposta per mettere in discussione questo nostro desiderio. Del resto fanno bene, la perfezione non esiste perciò prima ce ne liberiamo (tutti) e meglio è.

Conosci te stess*

È l’unico modo per capire fin dove puoi arrivare. Ti do io una lista di suggerimenti, falla tua, cambiala o aggiungine altri secondo le tue esigenze:

  • non accetto che mi si urli addosso, di persona o al telefono
  • non accetto la violenza fisica, sessuale o psicologica
  • non accetto che si rubi, che si distruggano o si rovinino di proposito le mie cose
  • non accetto che si prendano i miei oggetti in prestito senza il mio esplicito consenso (vai avanti a tuo piacimento…)

Perché condivido questa lista? Due motivi principali: 1) nessun disturbo psicologico o malessere emotivo può essere scusante dei fatti di cui sopra. Tutelatevi già da prima di intraprendere la relazione! 2) Sono limiti universali che però vi allenano a ragionare sul concetto stesso di ‘limite’.

Nessuno ce lo insegna sfortunatamente ma per te potrebbe valere non dirmi come mi devo vestire, non pretendere che sia depilat*, non offrire sempre io e chissà cos’altro.

Se non sai chi sei, non sai cosa vuoi. Se non sai cosa vuoi non sai chi te lo può dare ma sopratutto non sai con chi ti piacerebbe averlo. Amen.

Conosci il disturbo

Se la persona che ami soffrisse della sindrome di Tourette o di Sclerosi Laterale Amiotrofica sono sicura che saresti su Amazon a mettere nel carrello ogni libro a disposizione. Probabilmente lo hai fatto anche quando hai saputo del disturbo borderline dell’amore tuo ma… (sono veramente un bastian contrario!) io non te lo consiglio.

Quello che leggi e quello che fai, cioè le nozioni che riesci a trasformare in abitudini sono poche allora meglio non spendere soldi inutilmente ma partire da ciò che di buono offre la rete gratuitamente per poi eventualmente parlare con qualcuno che ne sappia. Il confronto è fondamentale e non solo nella coppia.

Se vuoi rimanere in contatto con me e guardarmi in video, segui Emergenza Borderline su Instagram. Se preferisci incontrare qualcuno di persona ti suggerisco di contattare il NEA.BPD Italia e chiedere dei loro gruppi Family Connections.

Perché è così difficile?

Gestire la crisi borderline quando si è in coppia è più difficile perché c’è il sentimento. La paura di essere rifiutati, abbandonati, non è a esclusivo appannaggio di chi ha una diagnosi nero su bianco. Tutti temiamo le stesse cose in fondo perché siamo tutti esseri umani.

Ci sono delle regole di buon senso universali alle quali però potete ricorrere in generale:

  • Se non amate evitate di portare avanti la storia. Ditelo chiaramente e chiudete in maniera netta. Altrimenti l’altro ci spera sempre ma inutilmente. È uno stillicidio.
  • Se l’amore c’è parlate chiaro e mettete dei limiti della serie: “Non vado da nessuna parte ma così non sto bene. Ridimensioniamoci”.

Oddio bastava così poco? Non aspettatevi che questo sprazzo di lume sia sufficiente ad arginare un disturbo di personalità, se fosse così semplice non sarebbe poi un gran disturbo, no? Ma è un bell’inizio per entrambi.

Consigli utili in caso di bisogno

  1. Prima venite voi, sempre. Se l’altro diventa pericoloso per se stesso o per gli altri (tra cui sì, ci siete pure voi) si digita l’1-1-2 se in Lombardia dove già è attivo il numero unico, per altre Regioni controllate i vostri numeri di emergenza.
  2. Se avete una terapia farmacologica al bisogno è importante usarla subito, non fare i supereroi! La crisi è come un mal di testa non passa aumenta!
  3. Non prendete sul personale quello che dice l’altro perché una buona metà di quello che sta uscendo dalla sua bocca equivale ad una specie di urlo di sfogo: straparla e va bene così.
  4. Non fate della sua urgenza una vostra urgenza. Anche questo potrebbe non piacere ma la crisi non ce l’avete voi, la state solo guardando dall’esterno. Cercate di capire cosa succede non di cambiarlo.
  5. Provate ad usare la TIP, se funziona fatela diventare un’abitudine. Alle prime avvisaglie della crisi: terapia al bisogno e TIP. Vedete come va.

La gestione della crisi è difficile per un professionista, tanto più lo sarà per un familiare o un* compagn*. Vi ho lasciato degli spunti che potrebbero esservi utili. Non funzioneranno da domani ma se usandoli, insieme, regolarmente faranno la differenza. So che non ho detto tutto, per farlo dovrei scrivere un libro! Nel frattempo però accetto i vostri suggerimenti inviatemi una email a info@emergenzaborderline.it, lasciate un commento o seguitemi su Instagram. A presto!

12 pensieri su “Gestire la crisi borderline quando si è in coppia

  1. E come si fa a non farsi allontanare? Sono molto preoccupata perchè per l’ennesima volta, due settimane fa ha chiuso con me. Dopo un forte stress psicologico dovuto all’incontro con un avvocato. La preoccupazione mi mette in uno stato d’ansia che gestisco male. Risponde ai messaggi ed al telefono ma per incontrarlo devo fare i salti mortali. E’ tutto un no, e non vede che vorrei solo stargli vicino. Come faccio a farmi vedere presente senza essere opprimente in questo caso. Come si fa a capire se è meglio andare o restare? Quale è il modo corretto per non farsi strappare via per cose che non competono la relazione?

    1. Non ci sono soluzioni facili o valide per tutti. A parità di disturbo siamo tutti diversi. Detto questo dirsi le cose chiaramente è già un inizio. Puoi dirgli che capisci che ha bisogno di prendersi i suoi spazi e che anche se rispetti la sua scelta di non sentirvi tu ci sei.
      Se senti che questo va bene per te, che nonostante tutto vuoi investire sulla relazione puoi farlo. Occhio che non sto suggerendo di non farsi rispettare! I confini del rispetto però dovete settarli voi, perché anche quelli sono soggettivi.

  2. Alcune precisazioni :
    Punto 1
    “Se non amate evitate di portare avanti la storia. Ditelo chiaramente e chiudete in maniera netta. Altrimenti l’altro ci spera sempre ma inutilmente. È uno stillicidio.”

    [Io educatamente piu volte con educazione e rispetto le ho detto che non l’amavo, che ci avevo provato ad amarla, ma che a causa dei suoi altalenanti sbalzi d’umore non ce la facevo piu a sostenerne il peso e quindi dopo aver cercato inutilmente aiuto a persone a lei vicine, me ne sono andato in buon ordine, risultato? Odio viscerale, vendetta, stalking..minacce di morte..cattiveria che le usciva ovunque al pari di un demone.., a leggere il tuo diteglielo chiaramente altrimenti l’altro ci spera, sembra che come al solito la vittima sia lei..ma seppur avergli piu volte comunicato il mio pensiero pulito,educato,rispettoso, cordiale, ha prodotto un terremoto di cattiveria totale, dimmi te quale dei due è stato peggio…e se era cosi semplice come bere un bicchier d’acqua andarsene, senza subire manipolazioni di ogni tipo]
    Punto 2:
    Da diverso tempo ormai l’unico numero di emergenza nazionale è il 112, per tutte le forze dell’ordine e di soccorso in generale , ci pensano loro a smistare secondo necessità la chiamata alle forze dell’ordine piuttosto che al soccorso.

    Un consiglio a gio: non penare per lui, arrivi ad annientarti per una persona che ha scarsa empatia e quando è empatico è finalizzato ad ottenere qualcosa, lascialo nel suo brodo, anche perchè in fin dei conti i borderline tornano sempre, anche a distanza di molto tempo e come se nulla fosse, basta che ti ri-idealizzano nuovamente..perchè ripetono ciclicamente sempre le stesse cose., lui continua a dirti NO, perchè ci gode a vederti annientare per lui, è come un bambino, fa i capricci…un consiglio non assecondarli.. e ricordati una cosa …. l’amore richiede stabilità, la principale caratteristica dei borderline invece è l’instabilità piu o meno in tutto, un vero disastro prima per se stessi e poi per gli altri, dove proiettano le loro responsabilità proprio su di loro, per non arrivare mai a fare i conti con se stessi, non lo fanno apposta, sono dinamiche di questo disturbo, ora chi gestisce questo sito, ha saputo lavorare molto bene su se stesso, ha avuto degli psicocosi per usare un termine simpatico, giusti, bravi, preparati, competenti.. e evidentemente sono persone che hanno raggiunto un grado molto alto di guarigione, mi permetto di definirlo cosi, ma per i pochi che per fortuna vincono, moltissimi a causa dell’instabilità anche nel seguire terapie o psicoterapie, raggiungono risultati non ottimali..io ho lottato per la mia ex, per molto tempo, ho fatto di tutto e di piu’, mi sono fatto non in 4, ma in 8…ho solo ottenuto tanto odio…e tanti guai…che mi segnano ancor oggi a distanza di diverso tempo…la mia non vuole essere una critica, ne verso di te, ne verso chi gestisce il sito…ma un commento motivato avendo provato dolore psicologico-fisico ed economico, per aver amato sul serio una borderline.

    1. Ci sta sfogarsi ma il messaggio che passa dal tuo commento ma in special modo da queste righe:
      ‘Un consiglio a gio: non penare per lui, arrivi ad annientarti per una persona che ha scarsa empatia e quando è empatico è finalizzato ad ottenere qualcosa, lascialo nel suo brodo, anche perchè in fin dei conti i borderline tornano sempre, anche a distanza di molto tempo e come se nulla fosse, basta che ti ri-idealizzano nuovamente..perchè ripetono ciclicamente sempre le stesse cose., lui continua a dirti NO, perchè ci gode a vederti annientare per lui’ è ben distante dalla realtà, è colmo di pregiudizi ed errate informazioni.
      Non confondiamo le caratteristiche di una persona con quelle del disturbo borderline, di quest’ ultimo non fanno parte la scarsa empatia e la manipolazione di cui parli, questi sono sintomi associati ad un altro disturbo di personalità ovvero quello narcisistico.
      Se la tua ex è insensibile nei confronti degli altri e fa uso di queste tattiche, non è per via della malattia ma della sua personalità.
      L’ idealizzazione invece è una delle caratteristiche ma non tutti i border sono uguali.
      Ci tenevo a precisare ciò perché il web è pieno di informazioni sbagliate, questo sito è uno dei pochi a descrivere la realtà dei fatti ed è bene non contaminarlo, com’ è bene non appioppare aggettivi negativi di questo tipo alle persone affette dal disturbo e dare false informazioni.

  3. Ragazza/e della redazione, vi/ti lancio una sfida, vi piacerebbe scrivere un libro ( o qualcosa di simile ) sentendo anche l’altra campana (cioè un partner) di una persona borderline? Attraverso i suoi racconti, cercare per quanto possibile far comprendere ai borderline cosa prova un partner stando con loro, al fine di vedere il disturbo, visto anche dagli occhi di chi ci sta vicino, e non solo dal proprio punto di vista di persona affetta da bdp, già ho pensato al titolo.. The Other Side.. ehhehe piace? .. Ne verrà fuori un mondo che probabilmente non vi piacerà, ma che potrebbe completare il quadro rispetto alla conoscenza di se stessi e di come vengono proiettati i propri stati d’animo patologici sugli altri..

    p.s. il termine psicocosa mi ha fatto morire dal ridere..ahaha, complimenti a chi l’ha inventato.

    p.s.1 dai che poi andiamo tutti dalla d’Urso ahaha

      1. Non sono capace si scrivere bene come voi…infatti era un invito a fare una sorta di intervista a me..per poi trarne un libro o una guida, chiamatela come vi pare..ma sareste voi a scriverla..dopo avermi intervistato..

    1. Ciao Davide,
      vorrei parlarti in privato e aiutarti anche nella stesura del libro. Una delle mie abilità maggiori è la scrittura e vivo intrappolata nella speranza che il mio border torni di nuovo e si faccia aiutare davvero. Razionalmente so bene che è folle ciò che voglio e che prima che continui a distruggermi più di quanto non abbia fatto vorrei trovare la forza di uscirne definitivamente.

  4. Buongiorno a tutti ho trovato molto interessante il metodo delle tip, io sono 4 anni e mezzo che convivo con la mia ragazza, anche se ormai si potrebbe considerare ex. All inizio era davvero tutto stupendo ci amavamo tantissimo e apprezzava ogni cosa che facevo. Dopo un mese siamo andati a convivere e ne eravamo entrambi felicissimi di cio. Dopo un paio di mesi sono iniziando le prime crisi, io davo le colpe alle crisi per via che fosse in fase premestruale.Ah mi sono dimenticato del fatto che lei non ha rapporti con nessuno dei suoi familiari per bia di violenze subite da piccola.Comunque all inizio non davo peso alle due crisi anche perché purr io venivo da un passato problematico e perciò il mio stile di vita poteva darle fastidio.Dopo circa un anno e mezzo ci siamo trasferiti per avvicinarci al paese dei miei,anche perché aveva litigato con molti dei miei vecchi amici.Nel nuovo paese le crisi sono continuate e abbiamo deciso insieme di provare per lei uno psicologo così si potesse sfogare x le violenze subite nella infanzia, ha fatto un solo colloquio e le e stato diagnosticato la sindrome borderline,lei ha rifiutato le terapie dicendo che la matta non e lei ma sono gli altri.Dopo un altro anno di tira e molla tra lasciarmi dicendomi che non mi ama per poi tornare insieme ho commesso l errore di tradirla. Non voglio giustificare ciò che ho fatto perché e orribile ma lei mi continuava a dire che i miei amici ci provavano tutti con lei e che con le donne non riusciva a legare infatti aveva pochissime amiche,io stufo di tutti sti tira e molla ho commesso quello errore che poi pure lei ha fatto tra l altro con persone che consideravo amiche.Vabbe alla fine abbiamo deciso d riprovarci e ora dopo che ha litigato con altri amici che avevamo in comune e con i miei genitori ha detto che non prova più niente per me che tutti i problemi che ha sono colpa mia perché lei prima d me non aveva sti problemi. Io sono a pezzi perché la amo ancora e per lei ho fatto di tutto ma per ogni gesto d amore lo ricambia con l odio. Non so più come fare vorrei poter stare bene con lei e avere serenità

    1. Ciao Nico, se la tua compagna non vuole iniziare un percorso terapeutico è escluso che riesca tu a trattare il suo disturbo. Stiamo parlando di un problema che ha bisogno dell’intervento di uno specialista, se fosse facile da gestire per chiunque non sarebbe un problema, giusto? Se vuoi saperne di più però ti consiglio di contattare il NEA.BPD Italia e chiedere se nella tua zona ci sono gruppi Family Connections in partenza o già attivi. Se vuoi seguire Emergenza Borderline anche su Instagram, la community è piuttosto attiva e parliamo spesso di temi utili anche per chi non ha disturbo borderline. Un abbraccio!

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